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About Literature / Professional Member Helen~Female/Italy Recent Activity
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Here you are! I hope you'll like my taste in fact of random images! :3

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  • Mood: Cheerful
  • Listening to: "Liquid Wings", Disarmonia Mundi
  • Reading: "L'occhio del Golem", Jonathan Stroud
Per chi non lo sapesse: questa settimana è stata molto frenetica. Ho finito il mio libro lunedì, e venerdì ne ho pubblicato l'ultimo capitolo su EFP, una piattaforma di pubblicazione nata per le fanfiction, ma che accoglie volentieri anche storie originali (quale la mia).

Ho scelto EFP per una miriade di motivi, la maggior parte dei quali legati al pericolo di plagio, ai copyrights e a problemi di riconoscimento dei diritti d'autore, soprattutto dal momento che sto aspettando risposta dalla SIAE.
La cosa che più mi preme è: finalmente ho finito, finalmente è fatta, un gran peso mi si è tolto dallo stomaco... perché non mi piace lasciare le cose incomplete. Certo, mancano altri due libri, ma mi divertirò nello scriverli: quel che importa è che il primo sia concluso, e non sia rimasto incompleto o mancante di pezzi o capitoli.

Mi sono divertita molto in questa grande avventura: ho iniziato a scriverlo a marzo, e pensare che l'ho finito in nove mesi (le coincidenze sono troppe, per non accostare l'idea ad un parto) e che lo pubblicherò in cartaceo in qualche mese mi dà i brividi. Di piacere, ovviamente.

Mai avrei pensato di pubblicare un mio libro, qualche anno fa, anzi, la sola idea mi faceva inorridire e ritirare nel guscio che mi ero costruita: scrivevo solo per me stessa, perché ne sentivo il bisogno, e mai nessuno avrebbe mai letto.
Ancora conservo quegli scritti con enorme gelosia, ma ora è più per la quantità di errori che per timidezza. AHAHAHAH
Cosa dire? Mi ha stupito l'affetto che mi ha dimostrato una decina di lettori assidui, che hanno partecipato a ben due videochiamate (5 nella sera in cui ho pubblicato l'ultimo capitolo e 4 nella sera dopo) in cui leggevano in diretta. Ho osservato le loro espressioni, ho udito i loro versetti e i loro commenti ("Ma che bastardo!" rimarrà nella storia, così come il proverbio napoletano DETTO IN NAPOLETANO da una mia conterranea) e ho osservato i loro cuori frantumarsi alla fine del capitolo...

...mi sono divertita molto e mi sono sentita molto lusingata dalla loro dedica di tempo.
Mi sono sentita onorata di avere persone così belle fra i miei lettori.
Sono scattati i "Vaffanculo" alla fine del capitolo e io non ho potuto fare a meno di ridere, perché «Resta con me» diventerà la nuova hit associata a "Soffitti Sconosciuti", almeno fino a che non pubblicherò il secondo libro.. ottimisticamente, altri nove mesi dopo la pubblicazione cartacea del primo, quindi. Realisticamente, invece, probabilmente si tratterà di almeno il doppio del tempo, dal momento che il Libro Secondo, "Resistenza", si aggirerà intorno ai 30-35 capitoli (contro i 14 di "Soffitti Sconosciuti").

Non posso fare a meno di sorridere e di ridere, perché la mia storia significa qualcosa per qualcun altro che non sia me stessa; a lungo ho scritto solo per me stessa e mi è andato bene, finché qualcuno non mi ha convinto a condividere queste sensazioni... non mi pentirò mai di questa scelta.

Sono piovute critiche di ogni genere (sono nate anche delle invidie, non so da parte di chi) e commenti costruttivi sui miei errori: li ho raccolti tutti e li ho usati per correggermi, migliorarmi e crescere ancora. Non penso di sbagliarmi quando dico: non smetterò mai di migliorare.
Non esiste la perfezione, ma io non smetterò mai di inseguirla.

È stato un grande stress scrivere questo libro, lo ammetto: dovevo contemporaneamente scrivere, correggere, gestire la pagina che ho aperto per pubblicizzarmi, tenere d'occhio le condivisioni per fare in modo che si spargesse la voce, disegnare qualche sketch veloce per incuriosire il pubblico, preparare le schede dei personaggi per l'illustratrice, e tenere tutto insieme con la scuola, la vita sociale e lo studio a casa... e 8 ore di sonno a notte, ovviamente.
Il prossimo libro lo scriverò con più piacere e meno fretta, dal momento che non dovrò pubblicare online ogni capitolo e lasciare in sospeso qualcosa; ho già accennato a quanto io odi le cose incomplete? "Resistenza" sarà un qualcosa di bellissimo. Spero di organizzarlo perbene, e che il fatto che ci sono ben 7 punti di vista (sempre in terza persona, don't worry) non metta caos nella trama.

Lo ammetto: ho nascosto decine di Easter Eggs in quelle pagine.
Citazioni o traduzioni riformulate e trasformate (ma ancora ben riconoscibili ad un occhio attento), proverbi napoletani che testimoniano le mie origini e cose piccine picciò che tuttavia mi fanno sentire misteriosa e orgogliosa del mio lavoro.

Beh, detto questo procedo nel fornirvi i link di EFP a cui potete leggere ogni capitolo. :heart:

           
Come da programma (e di questo ne sono molto lieta) il romanzo si è concluso in 14 capitoli.
Probabilmente scriverò un altro Journal quando pubblicherò la versione cartacea.. perciò, a presto!
Mature Content Filter is On
(Contains: nudity, sexual themes and ideologically sensitive material)
Quando ritorno a casa so già cosa – o meglio, chi – mi attende, dunque non metto fretta nel mio salire le scale, nell’aprire la porta, nel togliermi la giacca. Ho ancora dello sporco sotto le unghie, so che Alexandra mi controllerà, e so anche che i suoi occhi verdi rifuggiranno i miei e nonostante questo io non mi vergognerò minimamente di ciò che sono.

Nel momento stesso in cui poso la giacca sull’attaccapanni sento la sua presenza nella stanza: quando mi volto è lì a fissarmi sospettosa.

«Dove sei stato?» chiede subito.

«A mangiare fuori» rispondo altrettanto in fretta, quasi sfidandola con lo sguardo.

«E non mi hai portata con te?» ironizza, sapendo già di cosa parlo. Mi viene spontaneo farle un sorriso che ha un che crudele.

«Se tu volessi, potrei farlo.. ma dubito che il tuo stomaco reggerebbe».

Alex, mia moglie, è una donna che ho sempre trovato bellissima, persino quando la conoscevo appena: ha vaporosi ricci rossi e gli occhi verdi, un viso cosparso di efelidi e una corporatura esile ma morbida. Ci conosciamo da almeno cinque anni ma abitiamo insieme e ci amiamo solo da tre... e ci va bene così. Non mi sono mai aperto così con qualcuno, non ho mai trovato nessuno che fosse disposto ad accogliermi con così poche riserve, non ho mai vissuto un’esperienza simile.. devo ammettere che la amo da impazzire, perché senza di lei con tutta probabilità non sopravvivrei a lungo.

«Bè.. magari potrei stupirti, terribile presuntuoso» dice lei, avvicinandosi a me e mettendomi le braccia attorno al collo; istintivamente la stringo a me e chiudo gli occhi, inspirando il suo profumo di miele e fiori.

«Mh.. preferisco comunque andare da solo» mormoro, rifiutandomi di aprire gli occhi e interrompere quel contatto che, dopo tutta la morte che ho provocato meno di due ore fa, sa così tanto di vita.

«Sei irrequieto, però» sussurra lei, rompendo l’abbraccio mio malgrado e prendendomi la mano. Questo gesto mi provoca una reazione strana, come di smarrimento: qual è l’ultima persona che ho preso per mano prima di Alexandra? Mi sembra di avere come un vuoto di memoria, e la cosa mi confonde. Forse lei nota il mio disorientamento e si volta verso di me, mi guarda con i suoi occhi verdi, mi chiama.

«Aidan? Aidan.. tutto bene?» mi prende il viso fra le mani perché io la guardi negli occhi.. che sciocca, non ne ha mica bisogno: i miei occhi sono incatenati ai suoi, le mie labbra vogliono le sue, ogni atomo del mio corpo cerca disperatamente l’atomo corrispondente nel corpo di Alexandra.

«Se ci sei tu, sì» rispondo con voce roca, attirandola a me e baciandola: il mondo esplode intorno a me, questa donna non può farmi quest’effetto.. la amo così tanto, non può essere vero, devo stare per forza sognando.

Eppure quando riapro gli occhi lei è lì fra le mie braccia, che mi morde piano il labbro inferiore, come un gattino che gioca a fare la tigre; mi viene istintivo sorridere e lei molla il labbro.

«Cosa c’è?» chiede, contrariata, quasi sul punto di imbronciarsi, e io sorrido di più.

«Niente..».

«Hai ancora il sapore in bocca» mormora, senza smettere di fissarmi, come studiando le mie reazioni. Non capisco la frase, quindi inclino il capo di lato mentre il mio cervello cerca di venirne a capo.

«...quindi?».

«Mi piace. Sai che mi piace» dice, a fior di labbra appena prima di baciarmi. Quella frase mi provoca una reazione estrema: spingo la mia eccitazione contro il suo corpo e lei sussulta, ridendo.

«Ma dai! Sei impossibile!» mi prende in giro, mentre le mordo dolcemente il collo e lei mi infila le mani fra i capelli, gettando la testa all’indietro: una cascata di capelli rossi mi investe mentre sollevo lo sguardo sul suo viso.

«E tu sei bellissima» sorrido, mentre le tolgo lentamente gli indumenti lì, nell’ingresso di casa nostra, e lei si morde le labbra ridendo.

«Certo.. come un muflone» ribatte, mentre anche le sue mani si infilano sotto la mia camicia, a contatto con la mia pelle che, in confronto alla sua, è appena tiepida. La sua carne mi trasmette un calore di cui ho disperatamente bisogno, mi tuffo fra le sue braccia e ci cerchiamo, ci amiamo, ci completiamo. Ogni volta che faccio l’amore con lei è così: un bisogno disperato di sentirci completi, uniti, ogni volta di più, e anche stavolta non è diverso, anzi, questa volta lei mi lecca le mani e le unghie, lavando il sangue sotto di esse con la saliva.. e questo mi fa sentire bene. Alexandra mi comprende, Alexandra sa di cosa ho bisogno, io so renderla felice, so starle accanto, noi sappiamo stare insieme, noi lo vogliamo.

Quando l’amplesso è finito entrambi sentiamo ancora dell’energia pervaderci, e restiamo a guardarci: i nostri corpi sono stanchi, mentre le nostre anime non si stancherebbero mai di amarsi.

«Davvero ti piacerebbe?» e quando lo chiedo so già la risposta: no, non le piacerebbe. Non le piacerebbe vedere ragazzini sventrati e io che ripulisco le loro ossa con i denti in modo ossessivo, fino a renderle praticamente bianche. Non le piacerebbe vedere il suo amato Aykir diventare un mostro orrendo che ha solo sete di sangue e fame di carne umana. Non le piacerebbe fuggire via da me e sentirsi ferita da ciò che faccio.

«Forse non troppo» ammette lei, carezzandomi il viso e guardandomi negli occhi.

«Forse non troppo» concordo, muovendo appena le labbra, e lei intreccia le dita nei miei capelli.

«Troveremo un modo per condividere anche quello» propone, e io sorride scettico.

«Ne dubito. Per me è nutrimento, lo sai.. per te sarebbe solo sofferenza» rispondo serio, baciandole la fronte. Il pavimento è freddo e succhia via anche quei residui di calore restati dopo l’amore, quindi a fatica mi alzo e le porgo una mano perché venga con me, dopodiché la prendo in braccio e lei mi bacia il collo e le spalle mentre mi dirigo in salotto: ci stendiamo nudi sul divano e lei ci avvolge in una enorme coperta di pile.

«Non mi hai mai detto chi è di solito.. la tua vittima tipo» mormora, e sento il suo disagio nel pormi quella domanda.

«Sicura di volerlo sapere?» le chiedo paziente, come se stessi parlando ad una bambina. Lei non si offende e capisce che è necessario che io glielo chieda, così arrischia un altro tipo di domanda.

«Potrebbe non piacermi?» sussurra, guardandomi attentamente.

«Non mi guarderesti più con questi occhi adoranti» sorrido, pur sapendo che è vero. Lei sorride in risposta, timidamente, e mi bacia il petto.

«Non c’è nulla che potrebbe farmi ricredere sul mio amore per te, Aidan».

Resto in silenzio a guardarla negli occhi, quasi come se mi stessi godendo gli ultimi istanti di amore imperituro, poi chiudo i miei e getto la testa all’indietro sul cuscino.

«Ragazzini, perlopiù. Dai dieci ai quindici anni al massimo. Quelli che sono soli, che nessuno vuole, a cui nessuno pensa. Impiegati nel lavoro nero o peggio. Così nessuno nota se spariscono».

La sento ancora respirare tranquilla su di me, ma le sue braccia si stringono di più attorno al mio petto. Mi viene naturale accarezzarle i capelli, ad occhi chiusi, e lei non si scosta.. a quel punto sono troppo curioso e la guardo con le palpebre socchiuse. Mi sta osservando attentamente, come un gatto che ha visto qualcosa muoversi fra l’erba, pronto a scattare.

«Dici sul serio o mi stavi prendendo in giro?» chiede incerta. Io apro completamente gli occhi e la fisso con le sopracciglia aggrottate, così lei intuisce la mia risposta.

«..perché proprio loro?» ansima, e comprendo che l’impatto emotivo sta avvenendo un poco in ritardo. La stringo a me non per impedirle di scappare, ma per impedirle di cadere dal divano, e lei affonda le unghie nelle mie braccia, senza fiato.

«Gli adulti sono più facili da prendere, ma è più difficile che siano sani e che nessuno noti la loro sparizione. Se un senzatetto finisce nel nulla gli altri senzatetto si chiedono che fine abbia fatto quella vecchia spugna.. se sparisce un bambino quasi nessuno lo nota: avrà trovato fortuna, se lo sarà preso qualcuno, l’avranno tolto dalla strada, sarà finito in orfanotrofio.. e così via. I bambini sono tutti uguali» mormoro, socchiudendo gli occhi, e lei stringe i denti: la sento tendersi su di me.

«E se tu avessi un figlio?».

«Ne ho avuti, in passato».

La cosa non la stupisce, lo sa già, ma evidentemente intende dire qualcos’altro.

«Intendo.. ora».

Mi fermo a guardarla, pacato.

«Non cambierebbe nulla, lo sai. Sarei un padre e un marito modello che fa il sicario e ogni tanto divora qualche bimbo. Sono io, questo. Lo sai».

Lei si sofferma un attimo sul pensiero e rabbrividisce.

«Ehy.. me l’hai chiesto tu» mormoro, infastidito, e distolgo lo sguardo da lei: mi sto arrabbiando, e non va bene. Lei scuote il capo.

«È colpa mia».

«Che?» mi volto nuovamente verso di lei, colpito.

«Prima di tutto non dovevo chiedertelo» rabbrividisce ancora, senza controllo, e io mi avvolgo una sua ciocca di capelli rossi attorno alle dita, nervosamente. «E ancora prima di questo, non dovevo costruirmi una risposta perfetta in testa» conclude, guardando la tv spenta di fronte al divano.

«Risposta perfetta?» chiedo, senza capire. Si volta verso di me: anche lei è arrabbiata, gli occhi verdi le scintillano pericolosamente, sull’orlo delle lacrime.

«Sì!» esplode, rabbiosa, mentre le lacrime le rigano le guance. «Mi sono detta che sicuramente uccidevi criminali, che andavi a caccia della feccia umana e la toglievi di mezzo, che..» si interrompe in singhiozzi, e in me la tristezza prevale sulla rabbia. La abbraccio stretta e lei affonda il viso nel mio petto, stringendomi altrettanto forte, singhiozzando. Le carezzo i capelli senza sapere cosa dirle, le parole mi si sono seccate sulla lingua, vorrei solo che non dovesse mai piangere per colpa mia, tutto qui... ma forse chiedo troppo a me stesso, sono una persona troppo orribile perché ciò possa avvenire.

«Piccola...».

«Aidan..».

Decido di spiegarle, con calma e pazienza, le mie ragioni: lei mi comprende, io mi fido di lei, non mi viene nemmeno per un attimo il dubbio che lei potrebbe non capire, abbandonarmi, andarsene, guardarmi con odio.

«..sono io stesso un criminale, io stesso uccido persone per denaro e non... come potrei uccidere criminali? Sarebbe un modo meschino per rimettermi in pari con i litri di sangue che ho versato» mormoro, tentando di farle capire. «Inoltre i criminali che intendi tu spesso sono drogati, fumatori, alcolizzati e solo gli déi sanno cos’altro.. non ti piacerebbe vedermi intossicato da nicotina, alcol e sostanze stupefacenti varie».

«No, infatti..» mormora lei, tirando su col naso. Incoraggiato, proseguo:

«...inoltre gli adulti hanno una carne meno tenera. Quando vai dal macellaio tu ordini il vitello, non il bue affaticato dal lavoro.. la sua carne risulterebbe immangiabile».

Alexandra chiude gli occhi e percepisco il suo respiro calmarsi contro la mia pelle: mi scendono piccoli brividi lungo la colonna vertebrale. Amo essere qui, amo essere vivo, amo lei.

«Lo capisco» sussurra. «Ma se tu avessi un bambino qui, ora, con te.. lo mangeresti?».

«Non sono così disumano, Alex» mormoro, quasi con tono di rimprovero, e lei apre gli occhi per guardarmi.

«Davvero?».

Sorrido.

«Sì».

«Però sei un mostro».

«Non l’ho mai negato» dico con dolcezza, e lei mi passa un dito sulle labbra.

«Un bellissimo mostro» mormora incantata, e io sorrido di più, con ancora più dolcezza.

«Un bellissimo mostro» mormoro, ripetendo quello che mi dice, come se non potessi credere che quelle parole possano essere combinate proprio in quel modo solamente per me.

«Sì» dice, più decisa, passandomi le dita fra i capelli neri. «Sei un mostro, un bellissimo mostro».

«E...?» la incito a continuare. Lei mi guarda negli occhi, come se mi stesse sondando l’anima, e io mi sento quasi intimidito da lei, seppure solo per un istante.

«...ma non mi importa» conclude, facendomi un piccolo sorriso timido. E l’amore che vedo nei suoi occhi è sincero, puro, come prima di iniziare quel discorso. Non c’è dubbio nel suo sguardo, nessuna incertezza agita il suo animo.. e io mi sento compreso, ancora. Vorrei solo scomparire fra le sue braccia.

«Ti amo» mormoro, e sento il suo cuore sul mio petto accelerare.

«Anche io ti amo» risponde con un soffio, prima di baciarmi sorridendo.
Mature Content Filter is On
(Contains: nudity and sexual themes)
«Andrej...» un sospiro, vapore sul vetro.
«Dimmi», la sua voce fredda nell'abitacolo. La ragazza socchiuse gli occhi e lo fissò nella penombra, valutando le parole da usare.
«Sei fiacco stanotte...» mormorò, leccandogli lascivamente un braccio. Lui non rispose e si limitò ad andare avanti, per la sua strada, nonostante lo facesse con poco sentimento e pochissima voglia. Si vedeva che ciò che lo av
eva condotto lì, quella sera, era semplice bisogno, e non desiderio come le altre volte. Faceva male, ad un certo punto, e Elina si scostò appena da lui quando il ragazzo si appoggiò al sedile dell'auto per fissarla.
Era enigmatico, Andrej, e lei l'aveva capito dalla prima volta in cui l'aveva visto. Tutti i clienti la guardavano vogliosi, lascivi, quasi laidi, lui no. Lui la osservava, la studiava, come.. come una persona. Si stupì nel fare questa considerazione, e si stupì del fatto che si stupiva se era considerata qualcosa di più di un oggetto di passione.
«Scusami» mormorò il ragazzo, senza distogliere lo sguardo da lei -anzi, no- dai suoi occhi. Lei era completamente nuda e lui cosa guardava? Gli occhi. Non era un ragazzo da puttane, quello. Non lo era proprio. Era un ragazzo che andava a puttane per non ferire nessuna ragazza che non voleva un cazzo fra le gambe, ma un cuore in mano. Era quel tipo di ragazzo lì, forse.
«Andrej, perché chiami sempre me? Ci sono Clara, Jen-».
«Tu sei la più gentile».
La risposta la spiazzò completamente e si dovette vedere, perché lui sorrise appena. Dolorante, si sfilò da lei ed Elina allungò una mano verso di lui, stringendo le gambe. Lui l'aiutò a sedersi e frugò nel bagagliaio, sporgendosi oltre il sedile. Le porse la sua borsa e anche lui afferrò un paio di jeans dalla propria, osservandola mentre indossava dolorante almeno la biancheria intima. Il cielo non era più nero, ormai, e si tingeva già di bluette, un colore in cui le stelle paradossalmente sembravano splendere di più che in quella opprimente oscurità totale.
«Andrej».
Il ragazzo allacciò la cerniera e si voltò verso di lei, mentre da sotto il sedile estraeva una pistola. Lei si ridistese, fissando l'arma e poi il viso del ragazzo, che le lanciò un'occhiata indifferente.
«Come sarebbe a dire che sono la più gentile?» chiese Elina, passandosi una mano fra i capelli.
«Ti spiego. Tu mentre facciamo sesso non gridi con il semplice intento di incitarmi, anche se non sono un granché. Oggi ne era la prova. Non hai gridato; ti sei solo lasciata sfuggire qualche gemito quando non pensavo ad altro e lo sentivi, e questo lo apprezzo più di qualche "Oh mio dio, sì!" gridato ai cosiddetti punti giusti. Inoltre Clara, Nancy e quelle altre sono sul campo da secoli. Tu ci sei da due anni, sono stato uno dei tuoi primi clienti. Sei ancora più che altro innocente... e si sente. Appena ci vediamo non mi chiedi "Oggi cosa vuoi fare?", ma "Tutto bene?". Non mi tratti da subito come un cliente» disse il ragazzo, passandosi anche lui una mano fra i capelli spettinati, e lei si sedette di nuovo, carezzandoglieli appena.
«Sono lisci..» mormorò, assorta, tastandone la qualità fra le dita. Lui sorrise e lei strinse un po' le gambe, era incredibile quanto un sorriso.. no, non doveva pensarci. Cos'aveva detto lui? Era gentile. E poco professionale. Ecco, bè, si sentiva esattamente così: poco professionale.
«Mi piace il tuo sorriso» aggiunge Elina, chiudendo gli occhi, ma prima che lui scomparisse dalla sua vista poté vedere il suo sorriso mutare in un'espressione seria. «Quindi penso..».
«..che non dovremmo più vederci» concluse lui, e lei riaprì gli occhi; anche lui aveva chiuso i suoi, forse nel pronunciare la frase. Le si riempirono gli occhi di lacrime, ma solo perché lui non poteva vederla. Le occultò stropicciandosi gli occhi con il dorso delle mani e si sforzò di sorridere. Ma c'era una specie di groppo in gola che improvvisamente esplose non appena gli angoli della bocca le si sollevarono, e singhiozzò.
Il rumore provocò una reazione immediata da parte del ragazzo, che aprì gli occhi e si voltò di scatto verso di lei, fissandola mentre si irrigidiva man mano. La sua espressione s'incupì e la mano rafforzò la presa sul calcio della pistola; Elina pensò che stesse per sparargli e, con un sorriso amaro fra le lacrime, pensò che forse era meglio così. Non era brava come figlia, non era brava come puttana, non era brava in niente, quindi forse era meglio finirla così e non darne notizia a nessuno, che non era buona a nulla.
E invece no. Invece la baciò. Si buttò su di lei, lasciando la pistola sul tappetino sotto il sedile, e la baciò. Le sfilò le mutandine e lei gli slacciò i pantaloni e fecero l'amore, stavolta sul serio, come le altre volte, in cui lui si era innamorato del suo corpo e lei del suo modo di fare sesso, così simile al far l'amore. Ma forse erano punti di vista: lei non aveva mai fatto all'amore. Quindi forse credeva solo di farlo. Certo era che un sesso simile non l'aveva mai fatto né provato né visto; era far l'amore e non c'era dubbio, per lei era così. Durò poco, ma per lei tutta la notte poteva sintetizzarsi in quello scambio di baci e carezze e possesso, quei quindici minuti scarsi d'amore potevano riempirle la vita per anni, e basta. Si ritrovò a pensare scioccata che tutti i baci, i dannati baci dati in quella insulsa vita, non potevano sostenere il confronto a quella lingua sottile che le solcava labbra e denti, s'intrecciava alla sua. Eppure, sapeva che doveva finire non appena era iniziato. Lentamente si abbandonò al sonno, con le lacrime agli occhi e le dita molli dal piacere, ignorando il sole che faceva capolino dal finestrino dalla parte di Andrej.

E Andrej le rinfilò gli slip e si riallacciò il jeans, con un mal di testa lancinante che gli urlava "Cosa stai facendo?". Afferrò la pistola da sotto il sedile e, con un sorriso amaro, se la puntò alla tempia; si diede uno schiaffetto sul viso e se la puntò in bocca, sul palato, poi ancora scosse la testa e se la mise sotto la gola, quasi bloccandosi il respiro, e si diede del codardo con un sospiro. Dolorante, aprì il finestrino dell'auto e guardò il sole sorgere e illuminare lui ed Elina, che giaceva scompostamente, madida di sudore, sul sedile accanto a lui.
Cosa stava facendo? Era una bella domanda.
Si disse che forse il suo talento naturale non era nessuno di quelli che aveva coltivato ed abbandonato, né quello che si ostinava a portare avanti: forse il suo talento proprio, fine a se stesso, era l'amare, l'amore.
Non era possibile che dovunque andasse riuscisse a trovare un'infelicità diversa che lui riusciva a colmare, quando il suo lavoro ne causava altrettanta e forse di più.
Lui non aveva bisogno di colmare infelicità.
Lui aveva bisogno di immergersi in una donna a tal punto di non ritrovarsi più, al punto di perdersi e di doversi ricostruire daccapo, solo per essere degno di quella donna.

Non aveva bisogno di tutti gli amori del mondo.
Gliene bastava uno.
Ma che fosse quello giusto.
In auto, all'alba.
Italiano: Questa storia mi è venuta in mente solo grazie ad un disegno di :iconmischievousmartian: , che ho anche fra i preferiti e mi ha ispirata tantissimo!
L'immagine in questione è questa mischievousmartian.deviantart.… e non ho idea di come faccia quella ragazza disegnare così bene! :love:

Autore: Io (www.efpfanfic.net/viewuser.php…
Rating: Giallo.
Genere: Introspettivo, Malinconico, Slice of life.
Tipo di coppia: Het.
Note: Lemon, Lime.
Avvertimenti: Incompiuta.
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  • Mood: Cheerful
  • Listening to: "Liquid Wings", Disarmonia Mundi
  • Reading: "L'occhio del Golem", Jonathan Stroud
Per chi non lo sapesse: questa settimana è stata molto frenetica. Ho finito il mio libro lunedì, e venerdì ne ho pubblicato l'ultimo capitolo su EFP, una piattaforma di pubblicazione nata per le fanfiction, ma che accoglie volentieri anche storie originali (quale la mia).

Ho scelto EFP per una miriade di motivi, la maggior parte dei quali legati al pericolo di plagio, ai copyrights e a problemi di riconoscimento dei diritti d'autore, soprattutto dal momento che sto aspettando risposta dalla SIAE.
La cosa che più mi preme è: finalmente ho finito, finalmente è fatta, un gran peso mi si è tolto dallo stomaco... perché non mi piace lasciare le cose incomplete. Certo, mancano altri due libri, ma mi divertirò nello scriverli: quel che importa è che il primo sia concluso, e non sia rimasto incompleto o mancante di pezzi o capitoli.

Mi sono divertita molto in questa grande avventura: ho iniziato a scriverlo a marzo, e pensare che l'ho finito in nove mesi (le coincidenze sono troppe, per non accostare l'idea ad un parto) e che lo pubblicherò in cartaceo in qualche mese mi dà i brividi. Di piacere, ovviamente.

Mai avrei pensato di pubblicare un mio libro, qualche anno fa, anzi, la sola idea mi faceva inorridire e ritirare nel guscio che mi ero costruita: scrivevo solo per me stessa, perché ne sentivo il bisogno, e mai nessuno avrebbe mai letto.
Ancora conservo quegli scritti con enorme gelosia, ma ora è più per la quantità di errori che per timidezza. AHAHAHAH
Cosa dire? Mi ha stupito l'affetto che mi ha dimostrato una decina di lettori assidui, che hanno partecipato a ben due videochiamate (5 nella sera in cui ho pubblicato l'ultimo capitolo e 4 nella sera dopo) in cui leggevano in diretta. Ho osservato le loro espressioni, ho udito i loro versetti e i loro commenti ("Ma che bastardo!" rimarrà nella storia, così come il proverbio napoletano DETTO IN NAPOLETANO da una mia conterranea) e ho osservato i loro cuori frantumarsi alla fine del capitolo...

...mi sono divertita molto e mi sono sentita molto lusingata dalla loro dedica di tempo.
Mi sono sentita onorata di avere persone così belle fra i miei lettori.
Sono scattati i "Vaffanculo" alla fine del capitolo e io non ho potuto fare a meno di ridere, perché «Resta con me» diventerà la nuova hit associata a "Soffitti Sconosciuti", almeno fino a che non pubblicherò il secondo libro.. ottimisticamente, altri nove mesi dopo la pubblicazione cartacea del primo, quindi. Realisticamente, invece, probabilmente si tratterà di almeno il doppio del tempo, dal momento che il Libro Secondo, "Resistenza", si aggirerà intorno ai 30-35 capitoli (contro i 14 di "Soffitti Sconosciuti").

Non posso fare a meno di sorridere e di ridere, perché la mia storia significa qualcosa per qualcun altro che non sia me stessa; a lungo ho scritto solo per me stessa e mi è andato bene, finché qualcuno non mi ha convinto a condividere queste sensazioni... non mi pentirò mai di questa scelta.

Sono piovute critiche di ogni genere (sono nate anche delle invidie, non so da parte di chi) e commenti costruttivi sui miei errori: li ho raccolti tutti e li ho usati per correggermi, migliorarmi e crescere ancora. Non penso di sbagliarmi quando dico: non smetterò mai di migliorare.
Non esiste la perfezione, ma io non smetterò mai di inseguirla.

È stato un grande stress scrivere questo libro, lo ammetto: dovevo contemporaneamente scrivere, correggere, gestire la pagina che ho aperto per pubblicizzarmi, tenere d'occhio le condivisioni per fare in modo che si spargesse la voce, disegnare qualche sketch veloce per incuriosire il pubblico, preparare le schede dei personaggi per l'illustratrice, e tenere tutto insieme con la scuola, la vita sociale e lo studio a casa... e 8 ore di sonno a notte, ovviamente.
Il prossimo libro lo scriverò con più piacere e meno fretta, dal momento che non dovrò pubblicare online ogni capitolo e lasciare in sospeso qualcosa; ho già accennato a quanto io odi le cose incomplete? "Resistenza" sarà un qualcosa di bellissimo. Spero di organizzarlo perbene, e che il fatto che ci sono ben 7 punti di vista (sempre in terza persona, don't worry) non metta caos nella trama.

Lo ammetto: ho nascosto decine di Easter Eggs in quelle pagine.
Citazioni o traduzioni riformulate e trasformate (ma ancora ben riconoscibili ad un occhio attento), proverbi napoletani che testimoniano le mie origini e cose piccine picciò che tuttavia mi fanno sentire misteriosa e orgogliosa del mio lavoro.

Beh, detto questo procedo nel fornirvi i link di EFP a cui potete leggere ogni capitolo. :heart:

           
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Stepphen
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Hello! I just need a very few points for commission my OCs to some artists and maybe for a premium membership, one day! :heart: Thanks to everyone will donate something! *w* :love:

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  • Anonymous
    Anonymous Deviant
    Donated Oct 18, 2013, 8:21:53 AM
    5
  • :iconladycerbero:
    LadyCerbero
    Donated Oct 13, 2013, 12:35:32 PM
    5

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:iconandrei-azanfirei:
Andrei-Azanfirei Featured By Owner Nov 20, 2014
Tanti Auguri! :cake:
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:iconstepphen:
Stepphen Featured By Owner Nov 26, 2014  Professional Writer
Grazie! :heart:
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:iconprincessanddragon:
PrincessAndDragon Featured By Owner Sep 17, 2014
Grazie del watch :3
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:iconstepphen:
Stepphen Featured By Owner Sep 21, 2014  Professional Writer
Ma di che! Grazie anche a te del watch *w* :heart:
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:icondamaimikaz:
DamaiMikaz Featured By Owner Sep 16, 2014  Hobbyist Digital Artist
Thanks for adding [Practice] Hands to your favorites. I'm glad you like my art :)
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:iconstepphen:
Stepphen Featured By Owner Sep 16, 2014  Professional Writer
Who could not possibly love your art? :heart:
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:iconmarakov:
marakov Featured By Owner Sep 9, 2014  Student Digital Artist
Thanks for the fave xD
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:iconstepphen:
Stepphen Featured By Owner Sep 10, 2014  Professional Writer
You're welcome! :)
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:iconwaywardgal:
waywardgal Featured By Owner Jul 11, 2014  Student General Artist
You are so amazing for taking the time out to favorite some of my works! It means so much that you liked it, and I hope you will consider watching Heart
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:iconstepphen:
Stepphen Featured By Owner Jul 16, 2014  Professional Writer
You're welcome! I'll watch you right now, because taking a look around in your gallery showed me that you deserve it in quality of artist! You made pieces of incredible art :heart:
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